Cold Cream, ovvero come dare nuovi significati al termine “unto”

December 2, 2009 at 1:46 pm | Posted in life | Leave a comment

Antefatto: da qualche mese il mio capo ha la pelle secca. Lo so, per la maggior parte delle persone non sarebbe un grande problema, ma sono stata mossa a pieta’ dal suo continuo lamentarsi di piedi screpolati e mani secche.

Quindi ho pensato di provare a preparargli una cremina che potesse almeno un po’ lenire la secchezza e la scelta e’ caduta ovviamente su una cold cream che mi pareva sufficientemente grassa per lo scopo.

Per onor di cronaca, la cold cream e’ una ricetta cosmetica antichissima, addirittura risalente ai tempi di Galeno. Ed e’ facilissima da fare, a parte un “piccolo” particolare: pulire e’ stato un incubo.

  • burro di karite’ 20
  • olio di vinaccioli 40
  • cera d’api 20
  • acqua distillata 20
  • tocoferile acetato 4
  • conservante (phenonip) 10 gcc
  • profumo (ho usato una fragranza al bamboo molto fresca)

Far sciogliere olio, burro e cera in una ciotola, io come sempre uso il microonde. Versare nella ciotola l’acqua molto calda e frullare. Fra raffreddare pian piano mescolando di tanto in tanto. Quando si sara’ intiepidita aggiungere conservanti, tocoferile e profumo.

Dopodiche’ ci si puo’ dedicare alla pulizia dell’attrezzatura e maledire la cera d’api e Galeno per aver generato un qualcosa di cosi’ untuoso e amorevolmente attaccato al mio povero minipimer…

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